{"id":56,"date":"2013-05-12T23:03:02","date_gmt":"2013-05-12T21:03:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zampogna.org\/wpsite\/?page_id=56"},"modified":"2013-08-29T01:13:43","modified_gmt":"2013-08-28T23:13:43","slug":"56-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/56-2\/","title":{"rendered":"La Mostra Permanente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Insegna_MOSTRA.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-839\" alt=\"Insegna_MOSTRA\" src=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Insegna_MOSTRA-300x225.png\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Insegna_MOSTRA-300x225.png 300w, https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Insegna_MOSTRA.png 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong>VISITATE la MOSTRA PERMANENTE DI ZAMPOGNE e CORNAMUSE Italiane e Straniere<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Unica del suo genere in Europa dal 1991<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Cartolina_Interno_Mostra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-816\" alt=\"Cartolina_Interno_Mostra\" src=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Cartolina_Interno_Mostra-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Cartolina_Interno_Mostra-300x199.jpg 300w, https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Cartolina_Interno_Mostra.jpg 527w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>aperta tutti i giorni ecetto il Lunedi<br \/>\n10:00 &#8211; 13:00 &#8211; 16:00 &#8211; 19:00<\/p>\n<p>Catalogo a colori degli strumenti esposti &#8211; CD &#8211; DVD &#8211; ed altre Pubblicazioni del Circolo della Zampogna<\/p>\n<p>A richiesta, visite guidate ed incontri con suonatori e costruttori<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nmobile: +39 333 362 8759<br \/>\ne-mail: circolo@zampogna.org<br \/>\nweb-site: www.zampogna.org<\/p>\n<hr \/>\n<p><h3><strong>Breve storia della Mostra Permanente di Zampogne Italiane e Straniere<\/strong><\/h3>\n<\/p>\n<p>a cura di Antonietta Caccia-Presidente dell\u2019Associazione Culturale \u201cCircolo della Zampogna\u201d<\/p>\n<p>La zampogna, spesso vista pi\u00f9 come reperto di un mondo scomparso che come strumento musicale, \u00e8 stata ed \u00e8 quasi sempre presente nelle esposizioni permanenti di carattere etnografico, dai piccoli musei della civilt\u00e0 contadina alle pi\u00f9 grandi istituzioni quali, ad esempio, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Tuttavia, a differenza di altri Paesi, in Italia essa non ha mai avuto un luogo tutto suo, una struttura esclusiva che ne mettesse in risalto storia, caratteristiche, occasioni e modalit\u00e0 d\u2019uso, almeno fino al 1991, anno in cui il Circolo della Zampogna allest\u00ec a Scapoli la prima esposizione interamente dedicata allo strumento con l\u2019otre: la Mostra Permanente di Zampogne Italiane e Straniere.<br \/>\nL\u2019idea di istituire un Museo della Zampogna a Scapoli risale alla seconda met\u00e0 degli anni \u201870 del secolo scorso. Infatti &#8211; sull\u2019onda dell\u2019interesse suscitato dalla Mostra Mercato (oggi anche Festival Internazionale della Zampogna), la cui prima edizione si tenne l\u2019ultima domenica di luglio del 1975 &#8211; nel Progetto Mainarde (ideato dal Parco Nazionale d\u2019Abruzzo nel 1977 per l\u2019ampliamento dei confini dell\u2019area protetta al versante molisano) venne prevista la realizzazione a Scapoli di un Museo Nazionale della Zampogna con annessa Mostra Permanente del Folklore e dell\u2019Artigianato Molisano. Qualche anno dopo, nel 1981, in un\u2019intervista rilasciata alla rivista \u201cAbruzzo Oggi\u201d, l\u2019allora sindaco Pasquale Vecchione annunciava per l\u2019anno successivo l\u2019apertura del museo. In realt\u00e0, alle buone intenzioni del pionieristico sindaco, deceduto prematuramente nel 1984, non seguirono i fatti e, come \u00e8 ormai storia, il Museo civico della Zampogna di Scapoli ha visto la luce solo nel 2002. Vale a dire 12 anni dopo l&#8217;inserimento delle Mainarde molisane nel Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo (gennaio 1990) e 11 anni dopo la nascita della Mostra Permanente del Circolo.<br \/>\nPer l&#8217;esattezza, la Mostra \u2013 per la cui istituzione non venne richiesto n\u00e9 elargito alcun finanziamento pubblico \u2013 venne inaugurata e aperta al pubblico il 14 dicembre 1991, coronando il primo anno di vita dell&#8217;Associazione nel corso del quale, pur nel solco di una intuizione originaria che non si volle assolutamente disconoscere ma al contrario recuperandone ed esaltandone gli intenti, la neonata Associazione mise in campo alcuni punti cardine del suo progetto di tutela e valorizzazione della zampogna.<br \/>\nNumerose furono le iniziative attuate per stimolare a guardare alla zampogna in modo nuovo: non pi\u00f9 solo come a un retaggio del passato da \u201ccelebrare\u201d a luglio con la Mostra Mercato bens\u00ec come a un patrimonio comune, vivo e vitale; a rapportarsi alla complessit\u00e0 di uno strumento musicale in grado di entrare in sintonia con la sensibilit\u00e0 musicale contemporanea e di dialogare con la molteplicit\u00e0 di strumenti analoghi diffusi in tutto il mondo; a porsi, infine, come uno degli elementi qualificanti della strategia di sviluppo sostenibile che si andava delineando nell\u2019area delle Mainarde dopo il suo inserimento nel Parco Nazionale.<\/p>\n<p>In particolare, nel corso del 1991, il Circolo:<br \/>\n&#8211; invent\u00f2 e organizz\u00f2 la Raviolata, sagra gastronomica con la quale si intese valorizzare il piatto tipico locale del Carnevale nonch\u00e9 ripristinare l\u2019uso musicale della zampogna in un ulteriore periodo rispetto al consueto Natale;<br \/>\n&#8211; realizz\u00f2 e pubblic\u00f2 il primo disco (la musicassetta Utriculus, canti e musiche per zampogna e ciaramella), in cui, accanto ai canoni espressivi tradizionali, si proponevano i primi tentativi di innovazione che nel giro di qualche anno avrebbero portato a una vera e propria rivoluzione organologica e musicale dello strumento; il disco venne curato da Piero Ricci che ne fu anche interprete con Mauro Gioielli e Lino Miniscalco;<br \/>\n&#8211; ide\u00f2 ed organizz\u00f2 la Settimana Europea della Zampogna sulle cui basi, nel corso degli anni successivi, cre\u00f2 il Festival Internazionale della Zampogna (tale dizione venne utilizzata per la prima volta nel 1996) dopodich\u00e9, a partire dal 2000 la manifestazione di fine luglio assunse la denominazione, tuttora in uso, di Mostra Mercato e Festival Internazionale della Zampogna.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di queste attivit\u00e0 si colloca l\u2019istituzione della Mostra Permanente di Zampogne Italiane e Straniere.<\/p>\n<p>Una realizzazione che fu concepita dal Circolo:<br \/>\n&#8211; in primo luogo, come spazio culturale stabile a beneficio dell\u2019intera comunit\u00e0 locale (con particolare riguardo alle giovani generazioni) affinch\u00e9 potesse riappropriarsi pienamente, e non solo in termini di rappresentazione folcloristica, di una tradizione che nel passato aveva permeato il tessuto sociale ed economico locale ma che i profondi mutamenti intervenuti a partire dal secondo dopoguerra avevano ristretto nelle botteghe degli artigiani e nella pratica natalizia di gruppi sempre pi\u00f9 sparuti di zampognari. In tal modo il Circolo di fatto applicava (anticipando i tempi) quella che nel 2004 sarebbe poi stata la definizione data dall\u2019ICOM del museo come \u201cistituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della societ\u00e0 e del suo sviluppo\u201d;<br \/>\n&#8211; in secondo luogo, la Mostra avrebbe rappresentato un\u2019attrattiva da offrire al nascente timido turismo in quest&#8217;area interna del Molise diventando, al tempo stesso, occasione per la diffusione della conoscenza della zampogna.<br \/>\nTali intenti programmatici si inserivano in una prospettiva di apertura e di scambio con il mondo esterno, come testimonia l\u2019inserimento di zampogne e ciaramelle di fabbricazione locale in una panoramica pi\u00f9 ampia, bench\u00e9 non esaustiva, delle diverse cornamuse presenti sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa e del mondo.<\/p>\n<p>Per tale ragione l\u2019esposizione assumer\u00e0 in seguito la denominazione di Mostra Permanente di Zampogne e Cornamuse Italiane e Straniere.<br \/>\nAllestita nella sala al piano terra della sede del Circolo, la Mostra espose inizialmente 20 strumenti, tutti provenienti dalla collezione privata di Mauro Gioielli che li mise generosamente a disposizione. Negli anni successivi la dotazione \u00e8 divenuta via via pi\u00f9 consistente sino a raggiungere un numero di oltre 120 pezzi: di questi, alcuni sono di propriet\u00e0 del Parco Nazionale d\u2019Abruzzo, Lazio e Molise, mentre i restanti sono di propriet\u00e0 dell\u2019Associazione Culturale e provengono, in parte da donazioni di soci e simpatizzanti, in parte da acquisizioni dirette.<\/p>\n<p>Non tutti gli strumenti esposti sono cornamuse: una parte del patrimonio \u00e8 costituita da altri strumenti, alcuni variamente connessi ai repertori che connotano l\u2019uso musicale degli aerofoni a sacco nel tempo e nei rispettivi luoghi di origine, altri costituenti la dotazione iniziale di una futura sezione di strumenti etnici e tradizionali, in senso pi\u00f9 ampio (oboi e flauti popolari di diversa provenienza, idiofoni, membrafoni e cordofoni).<\/p>\n<p>Per un decennio, dal 2000 al 2010, unitamente al centro di documentazione istituito con il Progetto LEADER e denominato \u201cCentro Italiano della Zampogna\u201d (C.I.Z.), la Mostra ha trovato collocazione in una sede pi\u00f9 ampia, con una migliore definizione del percorso espositivo, articolato in due principali sezioni: la prima dedicata alle zampogne molisane e agli altri strumenti a sacco italiani; la seconda alle cornamuse europee ed extra-europee. Dal mese di luglio del 2010 \u00e8 stata spostata e nuovamente allestita presso la sede dell\u2019Associazione, in Piazza Martiri di Scapoli, dove continua ad essere tenuta aperta da volontari del Circolo (tutti i giorni eccetto il luned\u00ec).<br \/>\nDue i motivi del ri-trasferimento: in primis, la non ulteriore sostenibilit\u00e0 del canone di locazione da parte di un\u2019associazione culturale, come appunto il Circolo della Zampogna, priva di contributi pubblici certi; in secondo luogo, in vista della possibilit\u00e0 del suo accorpamento con il Museo comunale e affidamento della relativa gestione al Circolo; soluzione peraltro gi\u00e0 prevista nel corso del procedimento amministrativo per il definitivo \u201csblocco\u201d dei fondi per la realizzazione del Museo stesso, oltre che naturale e logica, ma che l&#8217;amministrazione comunale ha ritenuto di non adottare. Con il risultato che, per quelle imperscrutabili logiche che spesso muovono le azioni delle amministrazioni pubbliche, persiste a Scapoli un dualismo museale che pesa negativamente non solo e non tanto su chi quelle logiche le subisce direttamente, quanto piuttosto sull\u2019intera collettivit\u00e0 e sugli stessi visitatori innegabilmente disorientati di fronte a due esposizioni la cui proposta, modalit\u00e0 e capacit\u00e0 di accoglienza e di comunicazione della comune tradizione si esprimono con linguaggi e contenuti diversi.<br \/>\nTuttavia, resta e va sottolineata la grande importanza dell\u2019opera di accoglienza e informazione svolta dalla Mostra Permanente, frutto della capacit\u00e0, disponibilit\u00e0 e competenza dei volontari che nel corso degli anni ne hanno curato (e ne curano tuttora) la gestione.<br \/>\nIl positivo passaparola che ne \u00e8 seguito, unitamente all\u2019attivit\u00e0 di promozione e alla qualit\u00e0 crescente delle iniziative proposte dal Circolo, hanno fatto s\u00ec che ogni anno diverse migliaia di persone, provenienti da tutta Italia e da altri paesi europei ed extraeuropei, venissero a visitarla, avendo cos\u00ec anche l\u2019opportunit\u00e0 di scoprire un territorio inedito per valenze storiche, archeologiche e paesaggistico-ambientali, unitamente alla possibilit\u00e0 di scoprire (o approfondire) la conoscenza di uno strumento musicale considerato nell&#8217;opinione corrente pi\u00f9 obsoleto che di antica origine ma sorprendentemente capace di parlare alla modernit\u00e0 sia pure restando (forse fortunatamente) \u201cmarginale\u201d o \u201cdi nicchia\u201d. In definitiva, un risultato che rispecchia ci\u00f2 che il Circolo della Zampogna si era prefissato sin dall\u2019inizio: salvaguardare e attualizzare la pratica dello strumento per tramandarlo alle generazioni future e farne, al tempo stesso, il perno intorno a cui costruire un possibile modello di promozione e sviluppo del territorio. In questa ottica il Circolo avrebbe poi ideato (nel 1994) e realizzato (concludendolo nel 2001) il Progetto europeo LEADER \u201cVivere con la Zampogna\u201d con tutto il suo portato di animazione, ricerca e innovazione e con molteplici effetti positivi tuttora visibili e riscontrabili.<br \/>\nCon lo stesso spirito mise in Mostra la zampogna. Ma non chiam\u00f2 l&#8217;esposizione Museo bens\u00ec \u201cMostra Permanente\u201d. Sia con l&#8217;intento, generoso ma mal ripagato, di non precostituire un museo alternativo a quello di cui a livello istituzionale si parlava da anni e che proprio in quel periodo (agli inizi degli anni &#8217;90) cominciava a concretizzarsi, sia ritenendo la zampogna espressione di una tradizione ancora viva e quindi non ancora da museo.<br \/>\nI giovani del XXI secolo, che, grazie anche alla nostra attivit\u00e0, si appassionano alla zampogna e l\u2019abbracciano con la stessa grazia dei loro nonni, ci gratificano e ci danno ragione di questa scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/VisitatoriMostra.jpg\" width=\"240\" height=\"180\" \/>        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/SignoraConZampogna.jpg\" width=\"200\" height=\"200\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VISITATE la MOSTRA PERMANENTE DI ZAMPOGNE e CORNAMUSE Italiane e Straniere Unica del suo genere in Europa dal 1991 aperta tutti i giorni ecetto il Lunedi 10:00 &#8211; 13:00 &#8211; 16:00 &#8211; 19:00 Catalogo a colori degli strumenti esposti &#8211; &hellip; <a href=\"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/56-2\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"language":[17],"class_list":["post-56","page","type-page","status-publish","hentry","language-it_it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56"}],"collection":[{"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":977,"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56\/revisions\/977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56"}],"wp:term":[{"taxonomy":"language","embeddable":true,"href":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/wp-json\/wp\/v2\/language?post=56"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}