{"id":879,"date":"2003-08-17T23:56:01","date_gmt":"2003-08-17T21:56:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zampogna.org\/wpsite\/?p=879"},"modified":"2013-08-19T23:56:26","modified_gmt":"2013-08-19T21:56:26","slug":"addio-ad-un-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zampogna.org\/wpsite\/addio-ad-un-maestro\/","title":{"rendered":"Addio ad un Maestro"},"content":{"rendered":"<p>Il 17 agosto 2003, all\u2019et\u00e0 di 79 anni, \u00e8 venuto a mancare il maestro zampognaio Luciano Di Fiore.<\/p>\n<p>Nato a Scapoli il 15 febbraio 1924, Luciano inizia a suonare la zampogna da ragazzo all\u2019et\u00e0 di 12 anni; una \u201c28\u201d (modello cui rester\u00e0 particolarmente affezionato per tutta la vita) comprata usata dal costruttore Benedetto Di Fiore del quale, nel 1947, sarebbe diventato genero per averne sposato la figlia Antonia Anna. Alla costruzione comincia, invece, a dedicarsi in et\u00e0 piuttosto adulta, nel 1968.<\/p>\n<p>Prima, cimentandosi con strumenti di piccolo formato, praticamente dei souvenirs; poi, con le \u201czoppe\u201d e, infine, con le zampogne \u201ca chiave\u201d nei diversi modelli. Conquistandosi, cos\u00ec, uno spazio di tutto rispetto tra gli artigiani che negli ultimi trent\u2019anni hanno mantenuto viva la tradizione della zampogna molisana, contribuendo a diffonderne l\u2019uso e la conoscenza.<\/p>\n<p>A tale riguardo, \u00e8 distintiva del personaggio ed oltremodo apprezzabile la disponibilit\u00e0 di Luciano a trasmettere \u201ci segreti del mestiere\u201d ai pi\u00f9 giovani e, non solo a quelli che si rivolgevano a lui direttamente, ma rendendosi anche disponibile ad insegnare le tecniche costruttive ed esecutive nell\u2019ambito dei \u2013purtroppo pochi- corsi organizzati a Scapoli, rispettivamente, nei primi anni \u201980 e alla fine del 1999. Parallelamente, Luciano non ha mai smesso l\u2019attivit\u00e0 di suonatore: a Natale, a Sant\u2019Antonio Abate, in occasione di feste e sagre, secondo i percorsi della tradizione e dovunque lo richiedessero amministrazioni locali, circoli, pro-loco e i tanti amici, in Italia e anche all\u2019estero.<\/p>\n<p>Alla domanda \u2013che gli veniva rivolta spesso- da chi avesse imparato a costruire zampogne, orgogliosamente rispondeva che lui non aveva imparato niente da nessuno, nemmeno dal suocero (come molti azzardavano a supporre), ma che aveva fatto tutto da solo, piano piano, con la volont\u00e0 e con la passione. Volont\u00e0 e passione che noi tutti gli riconosciamo e che lo hanno portato fino all\u2019ultimo, nonostante le precarie condizioni di salute degli ultimi tempi, ad aprire ogni mattina la bottega per provare ancora una volta quella \u201critta\u201d, per sistemare quel bordone, in attesa del cliente con il quale bere un bicchiere di vino e fumare l\u2019ennesima irrinunciabile sigaretta. Quale che fosse l\u2019esito della trattativa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 da Luciano trovavi anche gentilezza e ospitalit\u00e0, secondo l\u2019antica usanza, e qualcos\u2019altro che la sua generazione si porta via: una saggezza apparentemente semplice, una sorta di sottomissione \u2013condivisa ma non priva di ammiccamenti alle novit\u00e0- alla tradizione cos\u00ec com\u2019era; una olimpica presa di distanza da un \u201cnuovismo zampognaro\u201d spesso affannoso e confuso perch\u00e9, come ricostruisco dalle nostre frequentazioni facilitate dall\u2019essere di famiglia, \u201cla zampogna \u00e8 la zampogna; va fatta come va fatta; deve suonare a modo; che altro?\u201d Nient\u2019altro, Luciano; nient\u2019altro.Solo, ben fatto e addio.<\/p>\n<p>Antonietta Caccia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 17 agosto 2003, all\u2019et\u00e0 di 79 anni, \u00e8 venuto a mancare il maestro zampognaio Luciano Di Fiore. 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